Esportare
Prima di Esportare
Prima di analizzare il Piano di Esportazione è necessario considerare i nuovi scenari che l'esportatore italiano deve tenere in conto per far fronte alla sfida del commercio internazionale nel nuovo contesto mondiale.
Il panorama internazionale obbliga l'esportatore a comprendere la dimensione e la complessità che nascono da accordi commerciali con Paesi esteri, siano essi a carattere unilaterale, plurilaterale e multilaterale, dato l'impatto delle sue implicazioni non solo sotto l'aspetto commerciale ma anche politico, economico, sociale e ambientale.
Che significa Esportare
Una risposta rapida e concisa a questa domanda è: “semplicemente, vendere in un altro Paese”.
Sembra semplice, però ogni imprenditore sa che questo implica uno sforzo costante, un impegno quotidiano per un lavoro che dà frutti solo dopo l'accettazione del prodotto nel mercato esterno.
Produrre e vendere nel mercato locale richiede grandi sforzi e devozione; vendere nei mercati esteri implica uno sforzo ancora maggiore: si devono tenere in considerazione altri strumenti e procedimenti.
Vantaggi e Rischi
| Vantaggi: | Rischi: |
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Ampliamento della partecipazione dell'impresa nel mercato Incremento della produzione e riduzione dei rischi Miglioramento della qualità dei prodotti L'innovazione tecnologica |
Tuffarsi a occhi chiusi Rischi finanziari Rischi legali Rischi politici |
Ostacoli
Le imprese devono conoscere natura, forma e caratteristiche degli ostacoli abituali del commercio internazionale allo scopo di poter definire chiaramente i loro interessi.
Prodotto:
Un ostacolo molto importante può essere l'impossibilità di adattarlo alle richieste del mercato obiettivo. Non rispondere alle quantità richieste dal compratore, non soddisfare le qualità e/o i tempi di consegna dello stesso.
Prezzo:
Non raggiungere la competitività per un calcolo imperfetto. Non aver realizzato un studio della concorrenza.Canale della distribuzione:
Mancanza di informazione dei canali di distribuzione adeguati o selezione incorretta dei distributori.Promozione:
Mancanza di risorse o/e di informazione dei meccanismi di promozione utilizzati nel mercato obiettivo.Cosa esporta il Made in Italy
Agroalimentare, metalmeccanico, tessile-abbigliamento sono i settori che pesano maggiormente in termini di fatturato, occupazione e numero d'imprese.
In Italia l'agroalimentare (agricoltura, industria, distribuzione e servizi) vale circa 180 miliardi di euro di produzione lorda vendibile mentre il solo settore agricolo produce un valore di circa 40 miliardi.
Punto di forza dell'agroalimentare italiano è il settore vitivinicolo, con Germania, Usa , Regno Unito e Canada in testa alla classifica dei destinatari dell'export italiano e con un fatturato per un valore di circa 8,5 miliardi di euro.
Per quanto riguarda il design industriale, il nostro Paese si distingue nei settori del mobile, dell'illuminotecnica, della nautica e del "car-design'' dove firme come quelle di Giugiaro e Pininfarina sono salite alla ribalta per aver creato le auto più vendute dalla Fiat e da altre compagnie automobilistiche straniere, per aver ideato tanti modelli delle mitiche Ferrari, ma anche altri mezzi di trasporto come l'Eurostar e il Pendolino.
Ancora, altro punto di forza è rappresentato dal "sistema moda" che comprende l'insieme di settori che producono beni per "vestire le persone". Oltre al tessile e all'abbigliamento, quindi, sono coinvolte altre tipologie di imprese legate alla produzione di accessori, come quelle conciarie (pelletteria e calzature), produttrici di occhiali, gioielli, cosmetici. Un sistema che rappresenta oltre il 6% dell'intero PIL e ben il 18% delle esportazioni (estratto dal sito Ministero Affari Esteri del Governo Italiano)


